Il progetto Milan verso il bivio. Il derby come ultima chance

(Di Claudio D’Aleo)

Il Milan è a un bivio. Domenica sera si giocherà gran parte della stagione nel derby contro l’Inter. Non solo la stagione.

Domenica sera nel derby Montella, Fassone e Mirabelli metteranno sul piatto della bilancia il loro operato e la bontà della campagna acquisti appena conclusa. In buona sostanza la loro “faccia”. Ci siamo, dunque. Il progetto milanista è giunto alla prova del “nove”. Andare a 10 punti dall’Inter sarebbe imbarazzante. Sia dal punto di vista “numerico” che da quello “morale”. Allo stato siamo sotto di 7 punti. Mica quisquilie. E’ già troppo.

Una sconfitta nel derby ci confinerebbe ai margini della Classifica. In castigo. Praticamente fuori dai giochi. Troppo presto per una Società che ha già investito oltre 230 milioni di euro e pensava a ben altri obiettivi.

L’Inter ha finora vinto più di noi. Vero. Ma non è che abbia incantato più di tanto. Né sotto l’aspetto del gioco né per quel che concerne la coesione tra i vari reparti. Spalletti gongola, punzecchia, fa il “suo”. In fondo, sotto sotto, ha solo “tanto” Icardi e una “spruzzatina” di Perisic. Certo, non è poco vista la “consistenza” attuale della nostra difesa. Il centravanti nerazzurro sta trascinando la squadra verso i vertici della Classifica. Segna tanto. E’ in forma. Perisic sulla fascia è devastante. L’Inter ha Icardi e Perisic ma forse non è ancora la squadra che Spalletti vorrebbe. I nerazzurri mancano da ben 5 anni il traguardo europeo che “conta”. La Champions League. In questo hanno ben poco da “sfottere”.

Calma e gesso. L’Inter oggi vince ma ha i nostri stessi problemi. O quasi. Le manca il gioco. L’identità ben definita di squadra. La continuità. Anche in quella difesa ogni tanto si registrano strafalcioni mica da ridere. Le cifre però sono dalla loro. Solo 3 i gol subiti dai nerazzurri contro i 10 incassati da noi. 14 i gol fatti dall’Inter, 10 quelli fatti dal Milan. Su questo “corridoio” tecnico e tattico dovrà cercare di inserirsi Montella in sede di lettura della partita e di preparazione della stessa. A loro mancherà Brozovic. A noi Conti (e Montolivo).

L’Aeroplanino non può sbagliare nel derby. Fassone e Mirabelli gli hanno comperato una Ferrari. Che la guidi come una Ferrari e non come una “500”. Vero è che i nuovi sono tanti e non è facile creare una squadra dall’oggi al domani. Montella è un tecnico capace, ben preparato, intelligente. Sa cosa fare. A nostro avviso ha capito (seppur in ritardo) che questo Milan non può prescindere da Suso e Bonaventura e sta facendo di tutto per recuperarli. Gli ultimi allenamenti “recitano” questo.

Suso può scompaginare qualunque difesa e qualunque assetto tattico. Ha il talento giusto per cambiare volto alle partite. Bonaventura è imprescindibile. In mezzo al campo, sulla trequarti, come mezzala o esterno “Jack” può e deve giocare. I suoi cambi di marcia repentini e devastanti ci servono e ci mancano un casino. Jack è uno che segna tanto. Particolare, questo, da non trascurare. Suso e Jack, Jack e Suso. Il Milan è anche “cosa” loro.

Aggiungiamo che non può esserci squadra senza difesa. Lì Montella deve sbrigarsi. Musacchio, Bonucci e Romagnoli non possono giocare come finora hanno giocato. Bonucci è troppo in ritardo. Da un giocatore come lui ci aspettiamo molto ma molto di più. Il centrocampo deve fare più filtro e spendersi meglio nella duplice veste di propositore di gioco e oppositore del gioco altrui. Kessie ci sembra stanco. E’ uno dei pochi giocatori a non avere un sostituto naturale in panchina.

Montolivo e Locatelli potrebbero servire alla bisogna. Montolivo è fermo ai box per infortunio. Locatelli è visto più come alternativa a Biglia. A gennaio potrebbe arrivare uno tra Jankto e Fofana. Giocano entrambi nell’Udinese. Due mastini niente male.

A noi il progetto Fa.Mi.Mo. (Fassone, Mirabelli, Montella) piace molto. Ci crediamo. Crediamo anche nei giocatori che sono appena arrivati. L’obiettivo della Società è duplice. Intanto creare la giusta miscellanea tra “anziani” e “giovani con i primi in veste di “chioccia” dei secondi. E poi far crescere in casa ai Campioni e (si spera) i Fuoriclasse del domani. Il futuro ci sorride. Donnarumma, Plizzari, Conti, Romagnoli, Calabria, Locatelli, Kessie, Zanellato, Gabbia, Suso, Cutrone, Silva….Ecco i talenti che possono diventare i Campioni di domani. Ecco su cosa si fonda il progetto Milan. Montella ha in mano un potenziale “crack”. I giocatori ci sono e sono giocatori importanti. Molto validi. Sta a lui dimostrarsi degno di questo progetto, di questo gruppo. Sta lui creare lo squadrone che tutti quanti sogniamo e desideriamo.

Carlo Liedholm, figlio del grande Nils, ha descritto Montella come l’unico vero erede di suo padre. Siamo d’accordo. Ma ora servono i punti. Senza “se” e senza “ma”.

Claudio D’Aleo

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