Montella alle corde, Conte alle porte. Il Milan è in subbuglio

(Claudio D’Aleo)

Montella è giunto al bivio. O vince o rischia il posto. Per riconquistare la fiducia di tifosi e dirigenti dovrà battere l’Inter. Servirà farlo sfoderando una prestazione importante. Il Milan è troppo “indietro”. Il gioco è utopia. La condizione atletica scadente. Il morale sotto i tacchi. La squadra se va “sotto” non sa più recuperare.

Bonucci e Biglia sono stati acquistati per tirarci fuori dai momenti difficili. Ancora non abbiamo visto nulla di tutto questo. Nessun “piglio” da leader. Niente di niente. Il che è strano. Stiamo parlando di ottimi calciatori. Quasi tutti i rossoneri giocano male e per loro stessi, non certo perla squadra.

Montella ha in mano una Ferrari ma la guida come una “500”. La manovra è lenta e non gode dei meccanismi necessari. Urge una “scossa”. Le scuse stanno a zero. Siamo tornati ai tristissimi tempi in cui i nostri allenatori venivano messi in discussione a Campionato appena iniziato. Tempi “duri” in cui l’agonia iniziava a ottobre e finiva a maggio. Altre Dirigenze. Altri “capitoli” di spesa. Altre storie.

Ci vuole tempo. I giocatori nuovi sono tanti. Vero. Però siamo già a nove punti dalla prima. Un ritardo importante. Quest’anno la nuova Proprietà non ha badato a spese. Sono stati spesi oltre 230 milioni di euro e acquistati giocatori di spessore. Calciatori giovani e validi sui quali puntare non solo per aprire un ciclo vincente ma anche per farli crescere e diventare Campioni in rossonero. Il Milan non può essere questo.

Fassone e Mirabelli mantengono alta l’attenzione. Sono preoccupati. Nessuno osa pensare ad altri “scivoloni”. Perdere il derby (dopo Lazio, Sampdoria e Roma) sarebbe una “sciagura”. Tra Lazio e Roma abbiamo beccato la bellezza di 6 gol. Altri due ce li ha rifilati la Sampdoria. Per una difesa che vanta in organico giocatori del calibro di Bonucci, Romagnoli e Musacchio questo è troppo e non può essere tollerato. Il Milan dovrà rialzarsi e dovrà farlo prima possibile.

Il “fantasma” di Antonio Conte comincia a volteggiare tra le segrete stanze di Milanello e Casa Milan. Un film già visto. Normale in questo calcio. Conte non rimarrà al Chelsea. Montella lo sa. Fassone pure. La Proprietà sta iniziando a pensarci. Esonerare Montella non è né sarà facile. Sarebbe come rinnegare un progetto. Un “harakiri” in piena regola. L’aeroplanino incarna propositi importanti e aspettative di un certo prestigio.

La nuova Proprietà ha puntato su di lui per tornare a vincere in Italia e in Europa. Benedetto Montella! L’anno scorso senza squadra ci ha portati in Europa League. Quest’anno con un organico di primo livello rischiamo l’anonimato o quasi. Dopo sette giornate il Milan è settimo. Quattro vittorie, tre sconfitte, nessun pareggio. Dieci gol fatti, dieci gol subiti. Siamo a 12 punti.

Una sconfitta contro l’Inter non provocherebbe l’allontanamento immediato di Montella ma, di certo, per il tecnico rossonero la panchina del Milan, da quel momento in poi, diverrebbe improvvisamente scomoda e cigolante. Da qui al derby Montella dovrà riflettere su tante cose. Suso non può restare fuori. Un posto allo spagnolo va trovato. O dietro le punte o a centrocampo Suso deve giocare. Lasciarlo fuori sarebbe come far scendere in pista un cavallo zoppo o una macchina senza ruote. Il centrocampo a 5 potrebbe far bene a Bonucci ma meno a Biglia. L’ex laziale si muove in spazi troppo stretti e molte volte non riesce a ragionare come vorrebbe e non sa a chi dare la palla.

Il 3-4-3 o il 4-3-3 ci sembrano moduli tattici più funzionali e meglio adattabili non solo a Biglia ma anche a molti altri suoi compagni di squadra. Biglia ha bisogno di porzioni di campo più ampie per sprigionare idee e talento. Andrè Silva è forte. Ma mentre in Europa League gode di spazi più praticabili, in Campionato le marcature sono più strette e gli attaccanti talentuosi e di classe come lui ne soffrono oltre il lecito. La classe è tanta e c’è. Silva potrebbe giocare anche dietro le punte da vero e proprio trequartista. A volte ci sembra di rivedere Van Basten.

Bonucci è un mistero che va risolto subito. L’ex juventino non è lui. Va recuperato. E’ troppo importante per questo Milan. Montella non è uno sprovveduto e sa cosa fare. Basta proclami. Basta frasi a effetto. Servono i fatti. Un allenatore è bravo se sa far rendere ogni giocatore a sua disposizione secondo quelle che sono le sue effettive e reali caratteristiche. Il resto è aria fritta. Meditate, gente. Meditate.

Claudio D’Aleo

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