Montella, il credito è finito. Derby ultima spiaggia?

La sconfitta con la Roma ha certificato l’effettiva crisi del Milan. Dopo la debacle di gioco e di spinta motivazionale di Genova contro la Sampdoria si è consumata un’altra sconfitta, che brucia ancora di più, lo scontro diretto contro la Roma. Il primo tempo è stato affrontato da entrambe le squadre con inesistente animus pugnandi, ripetendo in pratica la stessa prestazione del turno di campionato precedente. Alla ripresa la squadra rossonera ha finalmente preso in mano il gioco nella maniera giusta, mettendo in difficoltà i giallorossi per i primi 20 minuti.  Nella prima parte del secondo tempo infatti il Milan è stato capace di attaccare la Roma efficacemente, portandosi ad un passo dal goal con un tiro insidioso di Bonucci dall’interno dell’area, negato solamente da una parata miracolosa di Alisson, in giornata di grazia. E’ proprio questo episodio lo spartiacque che ha portato poi al crollo e alla sconfitta. Si è parlato in varie occasioni che il problema dei rossoneri fosse il modulo, io compreso sono stato un sostenitore del cambio al 3 – 5 – 2, ma a giudicare da come il Milan ha perso, non necessariamente parlando proprio della partita contro la Roma, decisa da episodi francamente fortunosi ovvero un tiro deviato di Dzeko e un tap-in di Florenzi su errore dell’estremo difensore rossonero, ma anche contro la Sampdoria, mi sentirei di trovare il colpevole in altre sponde. Uno di questi secondo la mia opinione è da ricercare dai troppi cambiamenti di formazione da parte di Montella in ogni partita dall’inizio di campionato. Il mister rossonero da luglio non solo non è ancora riuscito a cucire addosso un gioco a questo Milan, nonostante si possa trovare un’attenuante nel grande cambiamento generale della squadra in sede di mercato estivo, ma non ha ancora trovato una vera formazione titolare, in questo modo trovando serie difficoltà a far coesistere in modo efficace i tanti acquisti. Un secondo dato preoccupante è l’atteggiamento mentale della squadra, che dà l’idea di cercare di controllare la partita e il gioco, ma finisce per sciogliersi come neve al sole una volta che l’avversario decide di alzare il ritmo, non riuscendo a rendersi abbastanza pericolosa per poter svoltare la partita. Preoccupante anche è il dato dei tiri verso la porta avversaria, praticamente inesistente contro i blucerchiati e leggermente migliorati nella partita contro i giallorossi. La società dopo la partita di Genova ha mandato un segnale forte sia ai giocatori che soprattutto all’allenatore, affermando che il Milan non dovesse più giocare in questo modo, facendo leva sul blasone e sulla storia. Al termine della partita e oggi ci sono stati incontri tra la società e l’allenatore rossonero, cercando di trovare le motivazioni di queste difficoltà e come risolverle. Ufficialmente è stata ribadita la fiducia a Montella, ma la tensione è tangibile. Inoltre sulla piazza non si trovano,ovviamente, sostituti che possano dare una sufficiente scossa all’ambiente. Si è quindi deciso di continuare con il tecnico campano, mantenendo però alta l’attenzione sull’evolversi della situazione Antonio Conte – Chelsea eventualmente per la prossima stagione. A maggior ragione però dopo la decisione di Mirabelli e Fassone di procedere su questa strada Montella dovrà finalmente trovare la giusta quadratura, limitando gli esperimenti di formazione, i continui cambi di uomini e finalmente dare un’equilibrio di gioco alla squadra rossonera, poco conta il modulo a questo punto. Per molti tifosi il credito verso Montella è finito e il derby contro l’Inter è un importantissimo bivio per uscire da questo limbo e per definire una volta per tutte le ambizioni di questo nuovo e giovane Milan, che ha il dovere di tornare in alto come il blasone merita.

 

Articolo scritto da Stefano Marongiu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *