Segnali del Milan di Montella, con la Spal c’è André Silva

(di Claudio D’Aleo)

E’ arrivata la reazione della banda di Montella. Dopo l’Austria Vienna, l’Udinese. Dopo Andrè Silva, Kalinic. E’ un Milan “grandi firme”. Un Milan rigenerato nello spirito e nel corpo. Un gruppo che pare abbia “digerito” senza patemi la sonora batosta patita contro la Lazio. Le batoste servono. Bisogna saperle “digerire”. Montella si coccola i suoi attaccanti. Kalinic ha “spaccato” la partita. Montella ha fatto di tutto per averlo in squadra. Nikola lo sta adesso ripagando.

I friuliani hanno subito Kalinic dall’inizio alla fine della gara. L’ex viola è un “predatore” dell’area di rigore. Ci dispiace molto che la VAR gli abbia “sottratto” una tripletta che avrebbe meritato ampiamente. Il croato fa gioco, crea spazi per gli inserimenti dei compagni, entra in area di rigore, marca gli altrui portatori di palla e quando punta la porta fa male. Tanto male. Andrè Silva è destinato a crescere e a diventare un grande centravanti. E’ giovane. “Deve “inzaghiarsi” in area di rigore”- sentenzia Montella. Tradotto vuol dire che la grande tecnica non basta a fare grandi gli attaccanti. Kalinic docet. Serve anche più “cattiveria” davanti ai portieri.

Un “9” è tale se segna. Se “spacca” la porta. Fassone e Mirabelli non hanno dubbi. Men che meno Montella. Il portoghese è appena arrivato in Serie A ma i movimenti sono quelli del Campione. Cutrone scalpita. Subentrato contro l’Udinese a partita in corso si è contraddistinto per il modo con cui ha interpretato la gara. La voglia di spaccare il mondo è tanta. Bisogna lasciarlo crescere. Del Neri ha faticato non poco a prendergli le giuste misure. Patrik s’è fatto trovare pronto. Ha rincorso tutto e tutti e si è fatto apprezzare non solo in area di rigore. Non vorremmo essere nei panni di Montella.

Domani contro la Spal sarà dura decidere chi mandare in campo. Il 3-5-2 sembra il modulo giusto per far girare palla e squadra. Specie Suso. Lo spagnolo ha trovato un’intesa importante col Milan per rinnovare fino al 2022. Era ora. Suso è un giocatore fantastico. Biglia va inserendosi poco per volta nel cuore della manovra. Cresce. L’ex laziale ha solo bisogno di tempo per “oliare” a dovere il motore e dare i giusti tempi alla manovra. Kessie è un treno in corsa. Inarrestabile. Dovrebbe solo imparare a dosare meglio forze e iniziative. La sua lucidità è un bene prezioso tanto quanto la sua forza. In difesa occorre solo lavoro. Bonucci non si è ancora ambientato. Passare dalla “BBC” alla “MBR” (Musacchio, Bonucci, Romagnoli) non è stato semplice. Né poteva esserlo. Anche Thiago Silva ha faticato prima di diventare… Thiago Silva. Più giochi, più conosci chi gioca con te. Semplice.

Chalanoglu è la sorpresa. Il turco incarna con dovizia di particolari le idee “montelliane” sul gioco del calcio. Chalanoglu ha classe, fantasia, vede la porta, contrasta e si muove bene in ogni zona del campo. Lancia i compagni con pennellate lunghe e precise. Sa verticalizzare. Insomma, sbaglia poco e “accende” la luce. Montella stravede per lui. Tardelli e Boban sostengono che il Milan non abbia fuoriclasse. Sbagliano. Chalanoglu e Suso sono due candidati importanti alla “palma” di fuoriclasse. Come Donnarumma e qualche altro che presto si consacrerà. Andrè Silva, ad esempio. E Romagnoli che segue a stretto giro di posta.

Neppure Montella sa dove potrà arrivare questo gruppo. Che è giovane, forte e destinato a durare nel tempo. Quanto a Chalanoglu Montella pensa di farne uno dei cardini del suo centrocampo. Bonaventura ha capito. Soffre la concorrenza. Jack l’anno scorso era l’anima della squadra. Un intoccabile. Montella non ha mai pensato di lasciarlo in panchina. Oggi succede. Succede perché Bonaventura ha trovato in Chalanoglu un concorrente più che degno.

L’impressione è che il “duello” tra i due contendenti sia appena iniziato e che andrà avanti senza esclusione di colpi. I due possono pure giocare insieme. Dipende dagli avversari e dal contesto tattico del momento. L’incognita è la difesa. Bonucci, lo ricordiamo, è in forte ritardo. Montella lo elogia ma sa perfettamente che il Milan per volare necessita del miglior Bonucci. L’ex juventino e Biglia sono le chiavi del gioco del Milan. Se loro “soffrono” “soffre” tutta la squadra.

Claudio D’Aleo

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