Montella e il modulo, è ora di cambiare !!!

Montella ora si trova davanti ad un bivio, perseverare con il modulo classico e preferito 4-3-3 oppure operare una scelta a mio dire doverosa, per ridare un’identità ad una squadra che ieri contro la Lazio ha evidenziato molte lacune a livello difensivo e di gioco in generale, dovute al poco equilibrio mostrato  in campo a più riprese, non solo nella partita di ieri ma anche nelle precedenti, addolcite dalle vittorie in serie della compagine rossonera. Bonucci ha sottolineato durante l’intervista nel post partita una mancanza a livello mentale e poco importa se si gioca a 4 o a 3 dietro, il Milan ha il dovere di mantenere alta la concentrazione durante tutto l’arco dei 90 minuti. Tutto vero. Ineccepibile. Ma se davvero fosse così sarebbe ancora più grave il fatto che le colpe non siano del modulo, cosa ben poco probabile, ma della poca applicazione mentale dei giocatori, e un allenatore di calcio non deve solo occuparsi della buona disposizione in campo dei propri elementi, ma anche di motivare e di fare in modo che non ci siano cali di attenzione. Inspiegabile infatti è stato il rientro in campo dopo l’intervallo dei giocatori rossoneri, capaci di farsi segnare al pronti-via altri 2 goal, rendendo impossibile o quasi il recupero della partita. Durante il roboante mercato estivo la società ha fatto in modo di presentare al raduno l’80% della squadra per poter dare tempo all’allenatore di amalgamare non totalmente ma almeno in modo soddisfacente i tanti nuovi elementi acquistati, ma ancora alcuni di questi ieri durante la sfida all’Olimpico si sono ritrovati nuovamente in panchina. Hakan Cahlanoglu è stato usato con il contagocce per il lungo stop di 4 mesi dovuto alla squalifica in Bundesliga, definito in ritardo di condizione, Nikola Kalinic per lo stesso motivo, nonostante sia chiaro a tutti che abbia affrontato la quasi totalità della preparazione estiva con la Fiorentina, quindi a livello fisico abile e arruolabile fin da subito, e infine il costoso acquisto Andrè Silva, il giovane arrivato dal Porto sponsorizzato addirittura da Cristiano Ronaldo, capace di far vedere la passata stagione cose importanti sia in Europa che in Nazionale. Peccato che il turco e il portoghese siano arrivati praticamente in concomitanza dell’inizio della preparazione estiva, quindi di tempo per farli entrare in condizione e di far capire determinati meccanismi tattici ce n’è stato. E allora perché Montella continua a proporre gli stessi, anche a costo di sacrificare l’equilibrio in campo della squadra? Importantissimo sarà anche il rientro definitivo di Bonaventura, un giocatore fondamentale per la causa rossonera. Dalla partita di ieri sono venute alla luce molte indicazioni e una di queste è sicuramente l’impossibilità di proporre un centrocampo a 3 con 2 registi come Biglia e Montolivo e un incontrista, sacrificando così la velocità sia fisica che di manovra che a centrocampo può e deve essere una conditio sine qua non, e in questo caso l’allenatore rossonero dovrà fare una scelta, preferibilmente a favore del nuovo arrivato Biglia. E’ chiaro che Montella dovrà fare scelte dolorose di uomini perché con un centrocampo a 5 o un centrocampo a 4 qualcuno dovrà essere sacrificato ma è altrettanto chiaro che la prestazione di ieri non dovrà più ripetersi, soprattutto quando ci si dovrà davvero giocare un posto per rientrare in Europa, la vera casa del Milan, e in questo di dubbi non devono e non dovranno esserci.

 

Autore: Stefano Marongiu

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