Austria Vienna – Milan, rossoneri verso il 3-5-2

(di Claudio D’Aleo) In vista di Austria Vienna – Milan, nella “Waterloo” patita dai “Montella boys” contro la Lazio di “Inzaghino” (4-1) c’è poco da salvare. Molto su cui riflettere. Le batoste non vengono mai per caso. Se ben interpretate servono a crescere.

Non siamo ancora una squadra. Questo il verdetto. Amaro ma veritiero. Fassone ha ragione. La “costruzione” del gruppo sarà lunga. Ci vorranno pazienza e tempo. Inutile “bluffare”.

Basta guardare i cugini interisti. Gongolano al momento. Bravi, certo. 7 +. Ma hanno fallito per il secondo anno consecutivo l’aggancio all’Europa. Montella dovrà riflettere molto in vista di Austria Vienna – Milan, ma non solo. Soprattutto dovrà spiegare perché mai non ha iniziato a lavorare sin da subito con il 3-5-2. Ci sembra questo l’unico modulo “concettualmente” plausibile per il Milan a campagna acquisti conclusa. La Lazio di Simone Inzaghi (occhio a questo bravissimo allenatore) è un ottimo “team”. Già in “palla”, già parecchio rodato. I biancoazzurri migliorano anno dopo anno. Non può essere un caso. Il lavoro paga sempre.

Così come non può essere il vero Milan quello “asfaltato” proprio dai laziali domenica scorsa. Non può essere quello il rendimento di una squadra costata oltre 220 milioni di euro. Non ci crediamo. Abbiamo perso, ma non solo. Siamo stati letteralmente dominati. Il Milan non è esistito. Rimboccarsi le maniche è d’uopo. Da squadra “rivelazione” a “zimbello” di tutti il passo può essere breve. Il 4-1 è pesante ma ci sta tutto. Immobile sembrava Pelè. La Lazio il Real Madrid. Noi il “Pietre Tagliate”. Poco o nulla da eccepire.

Montella ha letto male la partita e l’ha preparata peggio. Succede. Dispiace dirlo ma non abbiamo visto nulla in campo del famoso verbo “montelliano”. I giocatori devono imparare a tradurre in campo le idee dell’Aeroplanino. Ancora non ci siamo. I ragazzi sembravano “ingessati”. La manovra arida e prevedibile. Pochi i tiri in porta. Poche le idee. Poca la concentrazione e troppo scarso il “dinamismo” con o senza palla. Inammissibile.

Trovare la giusta “quadratura”, non solo in vista di Austria Vienna – Milan, dovendo inserire in squadra otto giocatori nuovi non è né può essere una passeggiata. Serve tempo. Però Il 4-3-3 non funziona più e le umiliazioni sono difficili da digerire. Bisogna prenderne atto e reagire.

Sono stati acquistati giocatori per il 3-5-2. Ottimi calciatori. Bonucci sembra un dilettante. Biglia ha sofferto la presenza di Montolivo. Kessie non sa chi “coprire”. Gioco, possesso palla, verticalizzazioni e pressing assenti o quasi. Punte non pervenute. Gioco e circolazione della palla pari a zero. Troppo brutti per essere veri. A Montella vogliamo un gran bene. Non è escluso gli fischino le orecchie. Onori e oneri del suo bel lavoro. Di certo il Milan non può e non deve giocare così male. Non uno ma tutti i comparti necessitano della giusta attenzione.

Bonucci in una difesa a 4 non funziona come sa e come dovrebbe. Si vede a occhio nudo. Nella Juventus giocava nel mezzo accanto a Barzagli e Chiellini. Era il faro della “BBC”. Per diventarlo anche al Milan la “fetta” di campo a sua disposizione deve essere più ampia, il centrocampo più robusto. Per inserire tanti giocatori nuovi ci vuole tanto lavoro. E’ ora che questa squadra inizi a valorizzare l’ottimo mercato portato a termine da Fassone e Mirabelli. Coppa Italia, Europa League e (almeno)il 4 posto in Campionato sono gli obiettivi dichiarati e desiderati. Fassone è stato chiaro. Montella avrà il tempo che gli occorre per dare corpo e sostanza alla squadra che ha in mente. Ma serve cambiare l’atteggiamento in campo e non solo il modulo di gioco.

Montolivo e Biglia assieme non rendono. Si intralciano l’un l’altro. Rodriguez non crossa. Eppure è stato acquistato per quello. Romagnoli non può stare in panchina. Deve essere il terzo a sinistra accanto a Musacchio (a destra) e a Bonucci (al centro). Kessie va disciplinato. Spreca troppe energie e troppo presto. Chalanoglu va messo in condizioni di emergere. Suso non va imbrigliato. Accanto a Biglia metteremmo Bonaventura. Il Milan non può prescindere da Jack. Bonaventura, come Suso: è basilare per il gioco di questa squadra. A Biglia bisogna dare “spago” per impadronirsi della regia e dettare i tempi del gioco.

In avanti è giunta l’ora di Kalinic e Andrè Silva. Servono i gol. Cutrone è molto bravo ma non bisogna caricarlo di troppe responsabilità. Soprattutto è fondamentale che Montella lavori sull’ossatura della squadra. I tempi sono ormai maturi. L’aeroplanino pare essersi convinto. In Europa League, per Austria Vienna – Milan, vedremo subito una squadra rossonera diversa.

Tatticamente, nel modo di stare in campo e nella “lavorazione” della manovra. Montella giovedì per Austria Vienna – Milan potrebbe optare per la seguente formazione (3-5-2): Donnarumma; Musacchio, Bonucci, Rodriguez; Abate (Conti ancora indisponibile), Biglia, Kessie. Bonaventura, Suso; Kalinic, Silva. Bonaventura mezzala potrebbe essere la “chiave” di volta per dare un senso alla manovra e al gioco del Milan. L’importante è che Jack giochi. In panchina non lo vogliamo proprio.

Claudio D’Aleo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *