I 4 schiaffi a Roma e l’equivoco tattico: Milan, sveglia!

Disastroso. Troppo piccolo il Milan visto quest’oggi all’Olimpico, letteralmente surclassato dalla squadra biancoceleste. I 4 goal presi in 13 minuti sono un brutto segnale per la squadra rossonera, che ha affrontato per la prima volta in campionato una cosiddetta “rivale” per un posto in Champions League. C’è da sottolineare la prova estremamente sottotono della retroguardia e la sterile manovra offensiva dei tre davanti, troppo imprecisi nel gestire anche i palloni più semplici. Non si può ovviamente tralasciare il fatto che il mettere insieme così tanti elementi  comprati in questo calciomercato possa non essere semplice, e non sarebbe semplice per qualsiasi allenatore, ma quest’oggi gli errori di gestione di Vincenzo Montella sono stati evidenti. C’è da lavorare e non poco per dare un gioco che possa non solo essere efficace per i risultati ma anche per accontentare la platea milanista, rimasta orfana di vittorie importanti e di soddisfazioni per troppo tempo, nonostante la ritrovata fiducia e il rinnovato entusiasmo. In questa partita non ha funzionato nulla, e nonostante i primi minuti incoraggianti di buona “garra” agonistica, l’allenatore è rimasto troppo passivo, ritardando troppo le sostituzioni e presentando una formazione titolare che ha visto ancora elementi di punta (costosi) del calciomercato estivo sedere in panchina, a partire da Cahlanoglu, ancora alle prese con il ritardo di condizione, Kalinic e Andrè Silva. A questo proposito il tifoso rossonero si chiede, conviene continuare a giocare con il 4-3-3 quando elementi importanti come il turco è costretto a giocare fuori ruolo, quando il suo ruolo naturale risulta essere il trequartista o al massimo la mezz’ala? Conviene continuare a proporre Montolivo a centrocampo, che nonostante la rete nel primo tempo ha sbagliato ogni cosa sbagliabile? Mirabelli nel prepartita ha parlato di fisionomia portando alla luce l’odierno problema di questa squadra che a livello tecnico non ha niente da invidiare a nessuno se non alla Juventus o al Napoli, ma che manca ancora di una propria identità, un’ identità che mancava anche l’anno scorso per la pochezza tecnica, ma che Montella quest’anno dovrà trovare al più presto per evitare figuracce come quella di oggi all’Olimpico. L’allenatore rossonero ha parlato nelle scorse partite della probabile necessità di passare al 3-5-2 e che ci vorrà tempo, ma si dimentica del fatto che è palese a tutti e non solo agli addetti ai lavori che questa squadra è stata costruita per giocare a 3 in difesa e la prova è stato l’acquisto di Leonardo Bonucci, che con questo modulo ha contribuito a costruire i successi della Juventus e l’arrivo di due terzini di spinta con poche attitudini difensive come Conti e Rodriguez, che potrebbero ben figurare come esterni di un centrocampo a 5 e che potrebbe vedere finalmente molti giocatori giocare nel ruolo a loro più congeniale, con il risultato di avere finalmente una squadra tatticamente equilibrata.  Montella oggi ha avuto la colpa di essere troppo conservatore e di non aver osato nulla, e purtroppo questo è un elemento che può far la differenza tra un buon allenatore e un grande allenatore. Con questa squadra che la società ha messo a disposizione l’allenatore rossonero ha il dovere di far arrivare il Milan dove merita di stare. Il tempo deve essere uno strumento e non una scusa, e il Milan in questi anni di tempo ne ha perso fin troppo.    E’ ora di ritornare in alto e questi 4 schiaffi devono essere il punto di partenza di un percorso finalmente degno della gloriosa storia di questa società.

 

Autore: Stefano Marongiu

 

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