La parola alla difesa: Bonaventura e Suso, non dimentichiamoli!

(di Claudio D’Aleo) In “bilico”. Bonaventura e Suso. Incredibile ma vero. Gli “alfieri” dello scorso torneo sembrano a “rischio” panchina. Impensabile fino a qualche mese fa.

La pirotecnica campagna acquisti tuttora in corso sta mietendo “vittime” illustri. Una campagna acquisti da sogno per i tifosi, “lacrime e sangue” per parecchi addetti ai lavori.  Bonaventura e Suso compresi.

Fassone e Mirabelli non hanno badato a spese. Il Milan andava ripensato da cima a fondo. Loro ci han dato dentro di santa ragione senza guardare in faccia nessuno. Hanno investito sin qui oltre 200 milioni di euro. Ancora non è finita.

Sanches, Benassi, Aubameyang, Diego Costa, Kalinic. Almeno due tra questi cinque vestiranno il rossonero.

Il Milan è stato “risvoltato” come un calzino. La squadra di adesso non è né sarà neppure lontana parente di quella dell’anno scorso. Via in tanti, dentro in tanti. Un “restyling” senza precedenti. Una squadra giovane, forte, competitiva. Un gruppo destinato ad amalgamarsi con calma e a durare nel tempo.

Bonaventura è stato l’anima di tutti i Milan “ultimi scorsi”. Ha giocato da “senatore” e mai da comprimario. Ha sempre dato tutto senza lesinare nulla. Ha modellato azioni su azioni e rifiniture col suo estro, la sua forza e la sua classe cristallina. Un trascinatore. Un “jolly” prezioso. In tanti avremmo voluto che il numero 10, il numero dei grandi Campioni rossoneri del passato, albergasse oggi sulle sue spalle. Invece l’ha spuntata Chalanoglu, guarda un po’ il suo più serio “concorrente” alla titolarità. La numero 10 è del turco. Giocatore anche lui validissimo.

Aspettiamolo con fiducia. “Jack” è uno che non demorde mai. Ha “acceso” la luce laddove imperava il buio. Ha lottato senza paura. Giocatore moderno, fantastico. Uno di quelli ai quali nessun allenatore vorrebbe mai rinunciare. Unisce quantità a qualità. Uno che con Kessiè potrebbe tranquillamente tenere in pugno le redini del centrocampo milanista.

A proposito di Kessiè: che spettacolo signori. Che forza! Un Rijkaard dei nostri tempi. Ritagliarsi uno spazio in questo Milan così tonico e “massiccio” non sarà facile per nessuno. Neppure per “Jack”. Noi a Bonaventura non rinunceremmo mai. Sia chiaro. Gli anni scorsi nessun opinionista lo avrebbe avvicinato alla panchina. Quest’anno è diverso. Il rischio c’è .

Bonaventura lo sa. Dovrà adattarsi alle nuove idee tattiche di Montella e calare il suo estro e la sua tenacia nei moduli tattici di volta in volta prescelti dall’allenatore. “Jack” avrà in Chalanoglu un validissimo “alter ego”. Bonaventura e Suso. Lo spagnolo è il simbolo del capolavoro “montelliano” ultimo scorso. La firma su quel capolavoro Montella l’ha messa utilizzando in pianta stabile lo spagnolo. Suso è stato l’alfiere di una squadra da centro classifica portata con le unghia e con i denti in Europa League.

Di quel Milan sono rimasti solo quattro titolari tra cui appunto Suso. Scusate se è poco. Lo spagnolo ha giocato da “fuoriclasse”. Le sue “puntate” palla a piede, imprevedibili, hanno spesso seminato il panico tra le migliori difese del Campionato italiano. I suoi gol, belli come “pennellate”, hanno “dipinto” azioni raramente viste in precedenza. Suso è sinonimo di calcio. Lui entra in area, sterza sulla sinistra e fa gol; chiede il fraseggio ai compagni appena nei pressi dell’area di rigore e “inventa” gioco per quello meglio piazzato. Giocatore fine, importante e dal tocco vellutato. Utile tanto a destra quanto a sinistra. Un po’ incostante, forse, ma lui vuol dire “inventiva”.

Non vorremmo essere nei panni di Montella. I nuovi sono tutti forti e bravissimi. Chalanoglu è uno molto bravo. Andrè Silva pure. Dribbling, classe, fantasia e tecnica a “go-go”. Per Andrè Silva garantisce Cristiano Ronaldo. Il “Chala” è uno tosto. Le sue memorabili “punizioni” colmeranno un vuoto e una lacuna che il Milan degli ultimi anni ha sempre avuto. L’ultimo a calciarle con successo è stato Pirlo. Mica uno qualsiasi.

Sta nascendo un Milan di classe costruito per giocare al calcio. Anche per dare (finalmente) fastidio a tutti. Ce ne siamo accorti avendo letto alcune dichiarazioni di Spalletti; ce ne accorgiamo leggendo quelle di Pallotta. Nessuno si aspettava questo Milan. Invece siamo tornati. Adesso dovranno fare i conti con noi. Criticano la nostra campagna di rafforzamento, i soldi spesi, riducono al minimo la bontà dei nostri risultati, mettono in dubbio il valore di qualche acquisto, si professano più forti. Normale.

Preferivano il vecchio Milan, quello degli ultimi sei anni, quello che mai avrebbe avuto la forza di puntare allo Scudetto o alla zona Champions League e che difficilmente avrebbe dato fastidio alle più forti compagini italiane. Il calcio è questo. L’importante è esserci, ed esserci da protagonisti. Tutto il resto lo chiarirà il campo. E sui campi di calcio immaginiamo Bonaventura e Suso eroi impavidi d’una squadra finalmente spettacolare. Difficile che Montella li lasci fuori dal gruppo dei titolari. Ma mai come quest’anno i giocatori buoni al Milan sono tanti. Con buona pace di tutti. Meditate, gente… Meditate.

Claudio D’Aleo

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