Walter Zenga: da guardiano di porta alla lite con Variale

Walter Zenga: dalla porta nerazzurra alla lite con il giornalista Variale

Walter Zenga: un nemico solo in campo per i rossoneri. Unico suo neo l’uscita a vuoto che propiziò il gol di Caniggia nella semifinale con l’Argentina a italia 90

Walter Zenga uno dei nemici storici dei tifosi rossoneri ma che in campo si è sempre fatto rispettare a suon di parate. Ha sempre messo al primo posto l’Inter difendola anche quando fu “cacciato” dalla società per fare spazio a Pagliuca. Sfortunato ad Italia 90′ quando una sua uscita errata causò il goal di Caniggia e la vittoria ai rigori dell’Argentina.

Anni ottanta . Il Milan sta lentamente risalendo dal fondo dopo due retrocessioni in serie B e poca , anzi pochissima gloria sul campo . La rivalità tra i rossoneri e i cugini dell’Inter è al culmine anche a causa del burrascoso passaggio ai nerazzurri di Fulvio Collovati , quando il “conflitto” si arricchisce di un vero numero uno : Walter Zenga . Numero uno tra i pali , vista la sua abilità nel respingere le conclusioni degli avversari ma anche numero uno nelle proteste e nel fallire il tempo delle uscite …a parole soprattutto . Impossibile dimenticare le sue corse e le sue moine nei confronti di arbitri e guardalinee dopo avere subito gol , peraltro , regolarissimi da Gullit o Van Basten .

Walter Zenga, secondo portiere di Bordon all’Inter , si guadagna il posto da titolare dopo avere brillato nella fase finale della Coppa Italia 1982-83 . Presto , conquista anche la nazionale e sembra poter partire da lui un nuovo ciclo vincente per l’Inter . Il Milan però sta risalendo a piccoli passi verso le posizioni d’elite che gli appartengono nella serie A e in Europa e grazie alla nuova gestione , prende forma lo squadrone che conquisterà il mondo con la spettacolarità .

Inutile dire che essere il portiere nerazzurro in quel periodo non è stata di certo una cosa facile . L’occasione più grande per l’Inter , quella del 1985 (con la Juve concentrata quasi esclusivamente sulla Coppa dei Campioni) , viene spazzata via dal Verona operaio di Osvaldo Bagnoli , che riesce a staccare i nerazzurri e vincere il suo unico tricolore della storia .

Durante la stagione successiva , quella 1984-85 , Mark Hateley regala a Walter Zenga la prima amarissima sconfitta nel derby . Sono anni che il Milan non vince la stracittadina da molto tempo e quando Attila svetta sovrastando Collovati di un mezzo metro buono e incornando la palla dove Zenga non potrà mai arrivare , è un po’ come il compimento di un esorcismo che polverizza i demoni del passato per proiettare i rossoneri verso un nuovo ciclo vincente .Walter Zenga vola verso il “sette” della porta ma il proiettile di Hateley è troppo potente e preciso e il Milan , con il punteggio di 2 a 1 , si aggiudica un incontro che nessuno dimenticherà mai . Intanto il tempo scorre e anche il Milan inizia ad andare di corsa .

Nel 1987-88 , i rossoneri effettuano una rimonta storica sul Napoli . Proprio prima della sfida decisiva al San Paolo c’è in programma il derby di Milano ed è importantissimo vincere . Zenga , Bergomi e soci ci terrebbero , malgrado l’inutilità della sfida ai fini della classifica nerazzurra , sgambettare i cugini . Termina con un 2 a 0 al sapore di asfalto , con l’Inter quasi mai in grado di superare la metà campo rossonera e Altobelli nella posizione di centrocampista all’occorrenza . La prima rete la segna Gullit in posizione regolarissima con una staffilata sradica traverse mica da poco . Walter Zenga incassa e poi corre come uno svitato verso il guardalinee per reclamare …un classico del suo repertorio . Il 2 a 0 di Virdis , nasce da un errore clamoroso di Passarella . Virdis gli soffia il pallone e , dopo avere sdraiato Zenga , appoggia la palla nel sacco . La sconfitta , umiliante nel gioco più che per le proporzioni del risultato , spinge il portiere dell’Inter a scusarsi , di fronte ai microfoni della Domenica Sportiva , per la prestazione della squadra ma non spende una parola sul grande grande Milan ammirato durante i novanta minuti .

Durante la stagione 1988-89 , l’Inter effettua alcuni acquisti importantissimi come Breheme , Matthaeus e , soprattutto Ramon Diaz che forma con Serena un duo devastante in attacco . I nerazzurri dominano il campionato concedendo alcune “perle” storiche a noi del Milan , come l’eliminazione in coppa Uefa contro i tedeschi del Bayern , dopo avere vinto l’andata in trasferta per due a zero , oppure , nel turno precedente , la serata nera di Walter Zenga contro il Malmoe , con una papera incredibile che propizia il pareggio degli svedesi (con le successive proteste ingiustificate per un fantomatico fallo di mano) e , successivamente con la craniata rifilata ad un attaccante svedese costata , allo stesso portiere dell’Inter , qualche punto di sutura alla fronte . Insomma l’Inter s’illumina in campionato vincendo lo scudetto dei record grazie anche al loro numero uno ma il Milan offusca un po’ quella luce facendo innamorare di se l’Europa intera con una serie di partite altamente spettacolari , terminate con l’epica vittoria di Barcellona contro la Steaua di Bucarest nella finale di Coppa dei Campioni . Campioni d’Italia i nerazzurri e d’Europa i rossoneri .

Tutti aspettano la successiva edizione della massima competizione europea sognando l’Euroderby , magari in finale . Il brusco risveglio , manco a dirlo , è dell’Inter , eliminata al primo turno dal Malmoe (stesso avversario affrontato qualche mese prima) e incapace di lottare per il titolo fino alla fine . Le soddisfazioni per Walter Zenga arrivano nella stracittadina di ritorno nella quale il Milan viene sconfitto per tre a uno , risultato che contribuirà a far sfuggire il titolo ai rivali di sempre , anche se la seconda coppa dei Campioni messa in bacheca da Arrigo Sacchi , farà ben presto dimenticare lo smacco in campionato . Zenga , ormai colonna della nazionale , stabilisce il record di imbattibilità nella fase finale di un mondiale ad Italia ’90 , cosa che gli fa guadagnare il soprannome di “Uomo Ragno”. Tuttavia , una sua indecisione molto grave in uscita in occasione dell’unica rete subita contro l’Argentina , risulterà decisiva . Gli azzurri vengono sconfitti ai calci di rigore e Walter Zenga verrà messo in croce dalla stampa insieme a Riccardo Ferri , reo di essersi lasciato sfuggire Caniggia in occasione del gol .

Ed ecco gli anni novanta . La rivalità tra Milan ed Inter non tende a smorzarsi . I nerazzurri vincono la Coppa Uefa mentre sui rossoneri si abbatte l’uragano Marsiglia . Sembra l’inizio di un nuovo capitolo ma non cambia nulla nella gerarchia milanese . Sacchi lascia il Milan per allenare la nazionale italiana e viene rimpiazzato da Fabio Capello . Il diavolo domina i successivi due campionati con l’Inter incapace di imporsi in un derby . L’arrivo di Sacchi sulla panchina azzurra poi , causa l’esclusione di Walter Zenga dai convocati azzurri a vantaggio di Gianluca Pagliuca . Quando viene chiesta una dichiarazione a Zenga sulla sua mancata convocazione , il portiere dell’Inter si mette a canticchiare “Hanno ucciso l’uomo ragno …” brano degli 883 molto popolare in quel periodo .

Il campionato 1992-93 , con la neopresidenza di Moratti , presenta all’Inter di Walter Zenga una grande occasione di rivalsa . I nerazzurri stanno rimontando punti su punti ai cugini e il derby , a poche giornate dal termine del campionato , è molto importante . Il sogno si sbriciola quando Walter Zenga viene trafitto da Gullit che segna il gol del pareggio dopo lo svantaggio iniziale firmato da Berti . Il match termina in parità e il Milan tiene a bada Ruben Sosa e compagni conquistando il terzo scudetto consecutivo . Zenga in nerazzurro , chiude nel ’94 , con la bella vittoria nella finale Uefa contro il Salisburgo , determinata anche dai suoi tanti interventi . Zenga dopo una vita nell’Inter passa alla Sampdoria .

Il suo esordio nella Supercoppa Italiana è proprio contro il Milan . I blucerchiati passano in vantaggio a San Siro e rimangono avanti per quasi tutto il match . Spider Zenga compie una serie di miracoli impressionante fino alla rete del pareggio (manco a dirlo) di Ruud Gullit che porta le squadre ai rigori dai quali uscirà vincitore il Milan .

Una stagione a Padova e gli Stati Uniti , dove appenderà i guanti al chiodo , sono le sue ultime tracce da giocatore . Zenga inizia la sua seconda vita da allenatore (di cui si ricordano le liti con il giornalista Variale) all’estero conquistando titoli con la Steaua Bucarest e la Stella Rossa di Belgrado . Parentesi di poca importanza in Turchia ed Arabia , precedono il suo ritorno in Italia , come allenatore del Catania . L’esperienza si rivela ottima e Coach Z viene contattato dal Palermo dove , in conferenza stampa , millanta di credere nello scudetto . “Segato” dopo pochi mesi , torna in Arabia dove è in carica tuttora , per poi tornare in Italia alla guida della Sampdoria per poi essere esonerato subito dopo la sconfitta nel preliminare di Europa League con lo sconosciuto Vojvodina,  coltivando il suo più grande sogno , quello di allenare la sua Inter . L’ingaggio di Leonardo , un piccolo affronto alla sua grande “gavetta” , non lo ha demotivato . Anche noi tifosi sogniamo un suo ritorno all’Inter .

E’ bello quando la storia colora un po’ il presente , quando le bandiere sventolano ancora . E’ bello poter pensare di rivivere quei bellissimi derby degli anni 80/90 perchè “il passato è sale e si scioglie dando sapore al futuro” , anche se la sua frase “non allenerò mai il Milan” fa tirare a tutti noi un sospiro di sollievo !

Enrico Bonifazi

dnamilan.com

 

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