Ricardo Oliveira: mai fidarsi del procuratore di Ronaldinho

Ricardo Oliveira: acquistato per la sonora cifra di 17 milioni di Euro, illuse la platea di San Siro nella gara contro la Lazio

Ricardo Olivera: a gennaio chiuso pure da Ronaldo non mise più il piede in campo se non in Coppa italia

Nella grande tradizione di campioni brasiliani che hanno indossato la maglia rossonera, è bene non dimenticarsi del fenomeno Ricardo Oliveira che calcò il prato di San Siro facendo rimpiangere anche Giampiero Galeazzi

Estate 2006: L’Italia sta vivendo il momento più drammatico e più bello della sua storia calcistica. Dopo lo scoppio dello scandalo Calciopoli arriva l’inaspettata vittoria al mondiale di Germania, la Juve retrocede in B e il Milan ha la fortuna di disputare i preliminari di Champions, cosa chiedere di piu? Se non fosse che nella stessa estate un pezzo di storia del Milan accampa la scusa del secolo per trasferirsi al Chelsea: ” mia moglie vuole mio figlio impara inglese”, queste le esatte parole di Andriy Shevchenko, una ferita ancora aperta nell’immaginario comune rossonero. Shevchenko dunque si trasferisce a Londra, dove lo pagheranno montagne di sterline e dove non combinerà assolutamente niente, tanto da convincere il Chelsea a restituircelo qualche anno dopo in cambio di un pacchetto di sigarette e una birra. Nello stesso periodo però, il re del mercato Adriano Galliani era già a lavoro per portare a Milano il suo più accreditato erede, un brasiliano esploso a suon di gol nel campionato spagnolo, Ricardo Oliveira. Galliani fatica non poco ad acquistarlo e alla fine riuscirà a prenderlo per una cifra abbastanza record per lui, 17 milioni di euro più il cartellino di Vogel, un’altro campione che dalle parti di Milanello faranno fatica a dimenticare. Ma conta poco, visto che il bomber farà tanti di quei gol da far dimenticare Sheva e Van Basten, arriveranno mirabolanti vittorie e incredibili imprese, scudetti e Champions League come se piovessero dal cielo. Ovviamente non accadrà nulla di tutto questo, per lo meno con lui in campo. Eppure le premesse c’erano tutte: entrando in campo per Milan- Lazio il 9 settembre 2006, il fenomeno segna la rete del 2-1 per i rossoneri, deliziando e facendo esaltare il pubblico con una galoppata incredibile e con dei dribbling ubriacanti, un’azione personale da campione vero, San Siro esplode e Sheva è dimenticato. Peccato che questo brasiliano da lì in poi non combinerà piu assolutamente nulla, e dopo un paio di mesi l’incubo si materializza e si arriva all’agognata conclusione: ” Ricardo Oliveira è una pippa mostruosa”. Questo fior fiore di pippa si rivela un giocatore imbarazzante per il campionato italiano, assolutamente inconsistente, un fantasma che porta il numero 7 sulle spalle e durante gli allenamenti viene ripetutamente preso a calci da Galliani che nel frattempo era stato ricoverato un paio di volte nel reparto di rianimazione, a causa degli amici interisti che gli ricordavano in continuazione quanto avesse pagato uno scempio di calciatore del genere. Eppure le presenze non mancano alla ridicola pippa, che scende in campo ben 26 volte nel campionato 2006/2007, realizzando in totale 5 gol di cui 2 nella competizione a lui più adatta, la Coppa Italia. A Gennaio, un Galliani ormai adirato per le continue prese in giro dei cugini nerazzuri, decide di fare loro uno sgarbo, andando a prendere il vero fenomeno, Ronaldo, e facendo debuttare in serie A l’attaccante del futuro, Alexandre Pato. L’incubo era praticamente finito, Ricardo Oliveira concluse la stagione facendo il cameriere a Quartuggiaro e poi dilettandosi nelle sue abilità di paninaro in un camioncino a Cologno Monzese.

A fine stagione arrivò anche la settima Champions League ad Atene, ovviamente l’aborto dello sport non scese in campo nemmeno un secondo, e non se ne disperò assolutamente nessuno. A stagione conclusa Equitalia gli pignorò il camioncino dei panini e il Comune gli revocò il permesso di esercitare a Cologno Monzese, poichè Galliani aveva smesso di erogargli lo stipendio praticamente da mesi. La pippa immonda provò a protestare lamentandosi del suo scarso impiego, ma ci pensarono Gattuso e quell’altro animale di Jankulovski a legarlo e imbavagliarlo per convincerlo a mettersi da solo sul mercato. Ci volle anche il gomito santo di Oddo che, ancora ubriaco dalla finale di Atene, lo riuscì a mettere al tappeto in una gara a chi reggeva di più. Oliveira perse miseramente anche questa partita non riuscendo ad ingurgitare le 97 bottiglie di prosecco che il simpatico Massimino aveva mandato giù come bicchieri d’acqua. Insieme a Oddo ancora ubriaco, Oliveira fu degnamente imbarcato come bagaglio da stiva su un Boing diretto in Spagna, dove i folli dirigenti del Real Saragozza avevano deciso di riprenderselo in cambio di due banane e una vasca di sangria da regalare a Oddo che lo aveva gentilmente condotto a destinazione, nonostante si era dimenticato di passare per il ritiro bagagli dell’aeroporto. Gli spagnoli fecero un affare visto che contro le difese lusitane lo scempio dello sport tornò a segnare con continuità, ma dopo il suo ennesimo ritorno al Betis, qualcosa è andato storto. Si narra che oggi sia finito a militare nel campionato degli emirati arabi, con una squadra che sembra più un’emittente televisiva, Al Jazira, dove per fortuna grazie alle difese esperte dei vari predoni del deserto, ancora riesce a mettere dentro qualche pallone. Nel caso smetta di farlo, da contratto sono previste numerose torture, dalle cavallette agli scorpioni, per arrivare alle 150 notti da scontare nel Sahara in una tenda insieme a un gruppo di criminali tartari e, ovviamente, a Massimiliano Oddo.

Marco Del Casale

dnamilan.com

 

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