Zvonimir Boban: “Zorro” il giustiziere della causa rossonera

Zvonimir Boban: cuore rossonero scoperto da Fabio Capello un’anno al Bari e poi al Milan per vincere tutto

Zvonimir Boban: rimane scolpita negli occhi quella immagine al Delle Alpi di Torino di Weah che prende a braccetto Zorro per esultare sotto la curva rossonera

Zvonimir Boban. Arrivò in Italia nell’estate del 91′. Fu prestato al Bari per poi tornare ad indossare la maglia del Milan che vestirà fino alla stagione 2001. Vanta 251 presenze e 30 goal. La sua miglior stagione è targata 98-99, anno del 16° scudetto rossonero.
Ad Imoschi , Jugoslavia , nasce l’8 ottobre 1968 Zvonimir Boban . Appena dieci anni dopo , le sue gracili gambette svolazzano per un campo da calcio . Non è un prato qualunque ma quello della Dinamo Zagabria , squadra croata dove Zvone cresce calcisticamente fino a diventare una delle più giovani promesse del calcio Jugoslavo . Il suo tocco di palla sembra una carezza perchè Boban sviluppa un altissimo tasso tecnico non essendo dotato di un fisico da gladiatore . La leadership della squadra però gli scorre nel sangue fin dal suo giovane debutto in prima squadra (a soli 16 anni) e il talentuoso centrocampista conquista la sua prima fascia da capitano quando è poco più che diciannovenne .

Nel frattempo molte squadre europee iniziano come rapaci a svolazzargli attorno in attesa di affondare gli artigli sulla “preda” dai piedi di fata .Zvonomir Boban arriva a collezionare 109 partite e 45 gol in campionato e conquista un Mondiale under20 con la nazionale Jugoslava . La carriera di Zvone è ben avviata ed il calciatore è lanciatissimo verso un futuro ricco di soddisfazioni nello sport da lui amato quando , nel maggio del 1990 , prima del calcio d’inizio del match tra la “sua” Dinamo e la Stella Rossa di Belgrado scoppia una tra le più violente risse della storia del calcio jugoslavo . I tifosi delle due squadre invadono il campo dando vita a scontri sanguinosi che costringono ad intervenire la Polizia Federale che inizia a disperdere gli ultras a suon di manganellate alla cieca . Durante i tafferugli , Zvonimir Boban sferra un calcio “marziale” ad un poliziotto per difendere un ragazzo croato dalle cariche . Il polverone dura fino a tarda notte , impedendo lo svolgimento della partita e al termine della “guerriglia” gli arresti ed i feriti si contano a centinaia .

L’immagine di Zvonimir Boban e della sua semirovesciata sull’agente di polizia fa il giro dell’Europa e causa al calciatore l’esclusione dai convocati per i campionati del mondo di Italia ’90 dopo aver rischiato addirittura l’arresto . La stangata punitiva , arriva anche in campionato con sei mesi di squalifica che ovviamente spengono il fuoco dell’interesse che le big europee nutrono per lui . Nel frattempo però , un paio d’occhi molto selettivi , non hanno calato il loro interesse . Fabio Capello , guarda oltre l’immagine che i giornali hanno trasmesso del giocatore e ne vede le qualità tecniche , l’intelligenza tattica e il potenziale margine di miglioramento vista la giovanissima età .

Il tecnico rossonero ottiene l’acquisto di Zvonimir Boban che viene girato in prestito al Bari per la stagione 1991-92 a maturare l’esperienza del calcio italiano . Al termine del campionato , Zvone , soprannominato Zorro per una certa assonanza con il nome e l’eleganza da spadaccino , torna al Milan per rimanerci fino all’estate del 2001 . In questi 9 anni vince 4 scudetti , 1 coppa dei campioni e vari titoli secondari tra cui una supercoppa europea . All’inizio della sua esperienza rossonera , Zorro fa parte di quel gruppo di calciatori considerati “da turn over” in una fase storica del nostro campionato in cui solo il Milan poteva permettersi la panchina lunga . Le sue giocate incantano la platea esigente di San Siro e presto diventa un idolo indiscusso della tifoseria .

Le sue qualità sul campo purtroppo trovano un amaro rovescio della medaglia nella sua fragilità fisica . Gli infortuni caratterizzano molte fasi della carriera di Zvonimir e proprio questa sua intermittenza gli impedisce di blindarsi un posto da titolare .

Nel 1993-94 conquista con il Milan la sua prima Coppa dei Campioni e risulta fondamentale in alcune sfide di campionato . Nel frattempo la sua nazione (la Jugoslavia) non esiste più .Si è sgretolata dopo una guerra molto sanguinosa e divisa in tanti piccoli stati indipendenti . Zvonimir Boban diventa così una colonna della nazionale croata .

Nel 1995 segna una rete decisiva nella finale di Supercoppa contro l’Arsenal (vinta per 2 a 0 dai rossoneri) e uno splendido gol dopo un’azione di Dejan Savicevic all’ultimo minuto della semifinale di coppa dei campioni contro il Paris Saint Germain vinta per 1 a 0 al Parco dei Principi .

Durante l’estate del 1998, il terzo posto ottenuto con la nazionale della Croazia ai mondiali di Francia , rappresenta il massimo obiettivo raggiunto in maglia a scacchi da Zvone . Il risultato è sorprendente . Mai una nazionale all’esordio in una fase finale ha ottenuto un simile risultato . Davor Suker con i suoi gol e Zvonimir Boban con le sue giocate rendono possibile il miracolo . Dopo tre scudetti seguiti da due anni disastrosi del Milan dal 1996 al 1998 , con l’arrivo di Zaccheroni in panchina , il Diavolo cambia faccia e passa dal classico 4-4-2 al 3-4-3 con un gioco molto più offensivo e fantasioso che sembra sposarsi perfettamente con la classe di Zorro Boban .

Il croato inventa e illumina il centrocampo . Sembra sempre in grado di estrarre qualcosa dal cilindro. Nella partita pareggiata dal Milan a Firenze per 0 a 0 semina bellezza per tutto il rettangolo di gioco con numeri da capogiro che per un soffio non risultano decisivi . Contro la Juventus a Torino crea uno splendido assist a “cucchiaio” filtrante per George Weah (sulla rete del 2 a 0) che resta nella storia di quel campionato vinto per un solo punto sulla Lazio in maniera esaltante nel maggio del 1999 . Il Boban trequartista insomma piace al popolo rossonero e continua a far godere i tifosi con qualche magia tra un infortunio e l’altro . Si arriva così all’estate del 2001 con l’arrivo di Rui Costa e lo scambio delle “chiavi del centrocampo” tra i due . Zorro viene salutato con il calore che solo i grandi rossoneri hanno saputo meritare . La Spagna fa da cornice alla sua ultima piccola esperienza calcistica . Boban termina la carriera al Celta Vigo con solo 4 presenze stanco di troppe panchine . Ora fa il commentatore per Sky e nei suoi giudizi è sempre serio e preciso come in campo . Durante un’intervista , alla domanda del giornalista : “Qual’è la cosa che ti manca di più della tua esperienza al Milan ?” , Zvone , senza riflettere , istintivo e deciso dice : “San Siro” . Anche tu ci manchi Zorro . Vederti commentare seduto su di una poltrona riaccende tutti i bei ricordi ma ammirarti in campo è stato un privilegio di cui tutti noi rossoneri andiamo fieri .
Enrico Bonifazi

dnamilan.com

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