Ruud Gullit: la famosa treccina del Diavolo

 

Ruud Gullit con Marco Van Basten e Rijkaard formò il trio degli olandesi in rossonero.

Ruud Gullit: il suo amore al Milan iniziò in quella giornata al Comunale di Torino contro la Juve con il suo imperioso colpo di testa a battere Tacconi.

Ruud Gullit . Al Milan dall’estate dell’87, anno in cui vince  il pallone d’oro. Indossa la maglia rossonera per ben 171 volte realizzando 56 goal. Con Sacchi arrivano numerosi trofei in Italia, in Europa e nel mondo. In Italia vestirà anche la maglia della Sampdoria col quale vincerà una coppa Italia. Con la nazionale olandese conquisterà gli Europei dell’88’.
Estate 1987  . Sul prato di Milanello  sbocciano due tulipani : Marco Van Basten e Ruud Gullit . Sua “emittenza” Berlusconi infatti dopo le pulizie estive e il valzer degli allenatori in panchina terminato con l’arrivo del “profeta” Arrigo Sacchi , aggiunge peso offensivo alla squadra , un peso quantificabile soprattutto negli adduttori e nei polpacci di Ruud . Il popolo rossonero risponde ad un appello così allettante e gli abbonati raggiungono quote da fantascienza . Del resto , l’olandesone diventa a tutti gli effetti  (pagato allora 13 miliardi al PSV) l’acquisto più costoso della storia del Milan e un po’ di attenzione la merita di certo .
Alto come una quercia e robusto come un pilastro d’acciaio , Ruud Gullit , sembra una locomotiva rossonera a spasso per il campo . Viaggia in modalità turbo e velocità del suono e gli avversari restano storditi già dallo spostamento d’aria mosso al suo passaggio . Il tulipano nero poi decolla nelle mischie in area e , di testa , le prende tutte lui . Potenza , concretezza e simpatia conquistano tutti molto in fretta . Ruud , espansivo e diretto , con quelle treccine divenute il suo simbolo , trascina il Milan offensivo di mister Arrigo alla vittoria dell’undicesimo scudetto con le sue progressioni scardina difese e il vizio del gol , guadagnandosi  il meritato pallone d’oro di France Football.  I cappellini con la sua acconciatura spuntano come i funghi . Le tribune sembrano invase da extraterrestri rasta e la Gullitmania è solo all’inizio . Durante l’estate , il tulipano nero ritrova in nazionale il miglior Van Basten . Insieme conquistano i campionati Europei di Germania’88 segnando in finale un gol a testa . Insieme a loro , in squadra c’è anche Frankie Reijkaard , pronto per completare un bel mazzolino di tulipani nel Milan . La stagione 1988-’89 però inizia male per Ruud Gullit , un infortunio al ginocchio lo tiene lontano dai campi per qualche tempo . Il Milan senza di lui arranca e subisce anche qualche batosta in campionato . Gullit viene rischiato durante la “due giorni” di Belgrado nell’ottavo di finale  contro la stella Rossa . Il Milan con grande merito ma anche in maniera fortunata passa il turno ai calci di rigore iniziando a srotolare la passerella di stoffa rossa che conduce dritti alla conquista dell’Europa .  Dopo avere schiantato il Real Madrid di Hugo Sanchez in semifinale , il Milan polverizza la Steaua Bucarest . I mattatori sono sempre loro due , Gullit e Van Basten con una doppietta ciascuno  . E’ proprio Ruud ad aprire le danze insaccando una respinta del portiere  . Anche l’Europa per club si inchina agli orange e  , naturalmente , al Milan .
Il tulipano nero ormai fa parlare di se dentro e fuori dal campo . Dopo aver dedicato la vittoria del pallone d’oro a Nelson Mandela , continua il suo impegno nel sociale appoggiando la lotta all’apartheid . La sua popolarità cresce a dismisura e qualcuno , lo paragona ai grandissimi campioni del passato . Intanto il Milan fatica in campionato ma è sempre più bello in Coppa dei Campioni . Gullit , assente per buona parte della stagione a causa di un gravissimo infortunio al ginocchio , riesce a contribuire alla conquista del secondo trofeo continentale consecutivo grazie ad una buona prestazione nella finale , decisa da una rete di  Rijkaard .
La stagione successiva , Gullit torna a disposizione di Sacchi , dimostrando di avere recuperato un’ottima condizione . Tuttavia , la serata nera di Marsiglia , chiude un piccolo ciclo  . Il Milan dopo tre anni esce dall’Europa rimediando una squalifica di 12 mesi dalle competizioni Uefa . A fine stagione , nonostante il secondo posto in campionato , Arrigo Sacchi lascia la squadra e viene rimpiazzato da Fabio Capello .
Il feeling tra il nuovo tecnico e Ruud sembra buono . I rossoneri , esclusi dalle coppe , stradominano il campionato dalla prima all’ultima giornata senza subire nemmeno una sconfitta . Nella stagione 1992-’93 , l’apertura delle frontiere ai calciatori stranieri causata dalla legge Bosman , provoca un sovraffollamento nella rosa del Milan . Arrivano Boban , Papin e Savicevic e a Natale , lo scudetto sembra già in bacheca . La partita che di fatto smorza le ambizioni di rimonta dei cugini nerazzurri è proprio lo scontro diretto verso la metà del girone di ritorno . Berti porta in vantaggio l’Inter spaventando i diavoli rossoneri . Ci pensa Ruud Gullit con un preciso destro incrociato dalla “sua posizione” a pareggiare e spegnere gli ardori dell’altra Milano .
Il rapporto con Capello però scricchiola e si aprono numerose crepe tra i due . E’ proprio questo il motivo per cui , il nostro amato Ruud , viene “prestato” alla Sampdoria per la stagione 1993-’94 . Segna 15 reti in 31 partite e il suo rendimento è sempre altissimo . Durante il match di campionato Sampdoria – Milan del 31 ottobre 1993 , Ruud Gullit segna una splendida rete che completa la rimonta blucerchiata da 0 a 2 a 3 a 2 in meno di un tempo . In  quell’occasione Gullit , esulta in maniera esagerata e plateale contro la squadra che ancora è proprietaria del suo cartellino  . L’episodio apre voragini tra lui ed alcune frazioni del tifo rossonero  . Tutti ricordiamo quell’episodio come una specie di tradimento da parte della persona amata . Ancora oggi , io stesso , riguardando quel gol , mi rendo conto di dovere ancora cicatrizzare del tutto la ferita al cuore .
A fine stagione , Gullit torna a “casa” , nel Milan , anche se la situazione è cambiata . Non tutti lo considerano ancora un idolo malgrado l’innegabile valore . Inoltre ,  il rapporto con Fabio Capello è appeso ad un sottilissimo filo . Dopo la sconfitta contro la Juventus all’ottava giornata del campionato 1994-’95 , il tulipano nero viene definitivamente ceduto alla Sampdoria in una surreale operazione del mercato (mastodontica fesseria) che prevede uno scambio alla pari con  Alessandro Melli . Molti tifosi faticano a credere alla notizia .
Un pessimo affare per il Milan ma per il calciatore olandese , Genova è una scelta di vita . Ruud non indosserà più la maglia rossonera . Dopo aver terminato la stagione nella Samp , parte per Londra , alle dipendenze del Chelsea .Nei blues arretra il suo campo d’azione tornando in difesa , come agli inizi di carriera . Col tempo diventa allenatore-giocatore e porta la squadra di Stamford Bridge alla conquista della F.A. Cup . In seguito allenerà il Newcastle , il Los Angeles Galaxy e i russi del Terek , tutte con mediocri risultati . Qualche volta appare ancora sui campi da calcio , nelle sfide tra vecchie glorie , rotondetto e senza treccine , quasi irriconoscibile . A noi rossoneri piace ricordarlo ancora perchè il suo arrivo è stato come il passaggio di una tempesta : l’uragano Ruud . Tutto è cominciato lì , al Comunale di Torino , con quello stacco imperioso che portò il Milan alla vittoria contro la Juventus , con quelle progressioni che perforavano senza ostacoli , la difesa del Napoli con i baffi e le treccine . Quel Milan era un’opera d’arte ma che artista era il nostro Ruud Gullit ! Oggi a distanza di venticinque anni , non deve esserci spazio per le vecchie ruggini . Gullit è stato un grande campione , fondamentale nel far diventare il Milan il club più titolato al mondo e non so a voi , ma a me , ogni volta che per caso mi imbatto nel berrettino con le treccine (che anche io acquistai !!!) brillano gli occhi .
Enrico Bonifazi

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