Pietro Paolo Virdis: il centravanti d’oro dell’attacco rossonero

Pietro Paolo Virdis: ha vissuto gli anni bui di Farina ed è stato protagonista dell’era Berlusconi  segnando il 3-1 contro il Napoli al San Paolo

Pietro Paolo Virdis: lasciato il Milan passa al Lecce dove chiuderà la carriera. Amante del vino  ora gestisce un enoteca  a Milano.

Pietro Paolo Virdis. In carriera ha vinto tre scudetti, una Coppa Italia, una supercoppa italiana, una Coppa dei Campioni (Milan, 1989). E’ stato capocannoniere della serie A nel campionato 1986-87
Molte persone attribuiscono alla fortuna , sotto le mentite spoglie di nebbia al Maracanà di Belgrado , l’inizio dell’epopea rossonera dell’ultimo ventennio . Altre al fatto che , in quegli anni , le squadre inglesi non partecipavano alle competizioni europee . Chi tesse le lodi di Gullit e chi di Arrigo Sacchi . Per mettere tutti d’accordo ho io la risposta : Pietro Paolo Virdis . Una pedina fondamentale nella scacchiera del Milan .Attaccante e professionista serio dalla testa a 24 carati , Pietro Paolo Virdis viene acquistato dai rossoneri nell’estate del 1984 all’età di 27 anni . La sua carriera , è fatta di alti e bassi con la “gavetta” a Cagliari e Nuoro , il grande rifiuto alla Juventus prima di vestire la maglia bianconera dopo una lunghissima e misteriosa trattativa , la parentesi friulana ad Udine e la consacrazione definitiva nel Milan .
Con l’inglese Mark Hateley forma una coppia formidabile nel gioco aereo . Ogni cosa che sorvola l’area (palloni , mosche , elicotteri ecc.) viene catturata dalle loro fronti . Il rifornimento di traversoni dalle fasce è affidato a Chicco Evani che ripaga la fiducia con precisione millimetrica . Attila gonfia la rete in campionato mentre Pietro Paolo Virdis segna un gol a partita in Coppa Uefa e trascina il Milan alla finale in Coppa Italia (purtroppo persa contro la Sampdoria) . E’ una stagione positiva e , a tratti , esaltante . Purtroppo il presidente Farina con una scelta molto discutibile , offre un contratto allo “spremuto” Paolo Rossi . Proprio quel Pablito che costò a Pietro Paolo , la riconferma nella Juventus . Pietro Paolo Virdis , dai capelli argentati e la fronte d’oro viene spesso lasciato in panchina per l’ormai “sterile” eroe del Mundial di Spagna e durante il campionato 1985-86 segna soltanto sei reti .
La svolta arriva con la presidenza di Berlusconi che intende dar vita ad un grande progetto . Arrivano giocatori importanti e Pietro Paolo Virdis prende a segnare gol a raffica che gli valgono il titolo di capocannoniere della serie A . Il Milan tuttavia disputa una stagione altalenante e soltanto grazie al match di spareggio contro la Samp , stacca il pass per partecipare alla Coppa Uefa . La rete decisiva , in quel caso , la segna Daniele Massaro . Viene facile attribuire tutto il merito all’eroe di una partita così importante ma non è giusto dimenticare i 17 gol in 28 partite dell ‘Aquila dalla testa bianca (come lo ha ribattezzato Pellegatti) . Ad onor del vero poi , i gol furono 18 . Già , perchè il bomber sardo aveva fatto appena in tempo a segnare una rete al Ferraris di Genova prima che l’arbitro D’Elia  ( infortunatosi ) sospendesse l’incontro sull’ 1 a 1 vanificando il tabellino del match . Poco male .
Durante l’estate 1987 arrivano Gullit , Van Basten e Ancelotti e si inizia a respirare aria di grandi imprese . Marco Van Basten è costretto a fermarsi per un problema alla caviglia e questo rende il bomber sardo il punto di riferimento offensivo della squadra diretta dal neoallenatore del Milan Arrigo Sacchi . Pietro Paolo Virdis si esalta anche in quel campionato segnando in quasi tutte le sfide importanti.  Con una rimonta eccezionale , il Milan riesce a raggiungere e sorpassare il Napoli , nello scontro diretto giocato al San paolo a due giornate dalla fine , grazie ad una prestazione di altissimo livello nella quale Pietro Paolo Virdis con una doppietta , risulta decisivo . Al fischio finale il punteggio è di 3 a 2 per la squadra di Sacchi ma la matematica certezza del titolo è ancora lontana .  Bisogna aspettare fino all’ultima di campionato quando un pareggio sul campo del Como , consegna lo scudetto ai rossoneri ponendo la prima grande pietra sul muro della gloria che seguirà . Finisce uno a uno e il gol “dello scudetto”  lo segna proprio lui con un bel diagonale da fuori area . L’entusiasmo è altissimo per un titolo che viene dopo anni difficili per il Milan , a causa delle retrocessioni e per il recente rischio di fallimento e ha senz’altro un valore maggiore rispetto ai due scudetti vinti dall’attaccante con la vecchia signora .
Il primato in Italia dà molta fiducia alla squadra di Sacchi che si tuffa nell’avventura in Coppa dei Campioni contro i modesti bulgari del Vitosha Sofia in trasferta . La prima perla è di Pietro Paolo Virdis che nelle coppe europee trova sempre grandi motivazioni . Gullit raddoppia per il 2 a 0 finale . La differenza tra le due squadre è abissale e il Milan sommerge gli avversari al ritorno vincendo 5 a 2 al Meazza . Anche in questo match , Pietro Paolo Virdis non manca di “timbrare” il cartellino , segnando la rete del 4 a 1 . Ed eccoci al momento più importante , il vero crocevia che indirizza verso gli inferi o tra le nuvolette del paradiso . A Milano si gioca l’andata degli ottavi di finale contro la Stella Rossa . Per molti conta soltanto la partita di ritorno e se dovessero fare un gioco di associazioni alla parola Belgrado collegano ancora solamente nebbia ! La qualificazione invece parte da San Siro , dove un Milan un po’ impacciato passa in svantaggio per effetto della rete segnata da Dragan Stojkovic . Sono in pochi a ricordare che San Pietro Paolo , dopo appena mezzo minuto insacca la rete del pareggio in un incontro del tipo “menomalecheabbiamopareggiatosubitoaltrimenti…” .  Quel che accade al ritorno è storia ben nota , con la ripetizione del match sospeso per scarsa visibilità , giocato il pomeriggio successivo e vinto dal Milan meritatamente anche se solo ai calci di rigore . Da quel momento la camminata è trionfale . Werder Brema e Real Madrid vengono divorate come antipasto prima del dolcissimo dessert rappresentato dalla Steaua di Bucarest , spazzata via con un netto 4 a 0 in finale . E’ trionfo nella massima competizione europea .  Di queste partite , Pietro Paolo Virdis , gioca qualche frammento . Il gregario ha trascinato il gruppo per lasciare  agli altri la volata . Lo sport di squadra è anche questo . La passerella in finale gliela concede mister Sacchi anche se il gol (che meriterebbe) non arriva per questione di centimetri . Al termine del campionato , Pietro Paolo Virdis , saluta compagni e tifosi . Passa al Lecce dove terminerà la carriera . Al Milan ha lasciato il cuore e i tifosi lo ricordano ancora come uno dei grandi . Dopo questo racconto , le tracce dell’aquila dalla testa bianca , avranno illuminato chi continua a parlare del Milan di Gullit e Van Basten e dei tanti , tantissimi campioni , per aiutarli a ricordare che quello squadrone era anche di Pietro Paolo Virdis , uno che la testa la usava fuori e dentro il campo , un rigorista praticamente infallibile che nei momenti importanti ha lasciato il segno indelebile di chi resterà per sempre nella storia .
Enrico Bonifazi

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