Stefano Carobbi

Il difensore biondo che colpì Berlusconi e Galliani con un gesto da uomo.

In  Toscana, per la precisione a Pistoia, nasce il difensore Stefano Carobbi. La sua carriera ha inizio proprio nella sua terra ma in direzione Firenze, dove dopo una trafila nelle giovanili viola, esordisce in prima squadra alla tenera età di 19 anni. Difende i colori della Fiorentina per ben sette stagioni  mettendosi in luce come terzino di fascia, dotato di scatto, ottima accelerazione e coordinazione nel traversone in corsa. A 25 anni,  il suo ex maestro nelle giovanili viola, un certo Arrigo Sacchi, chiama a rapporto i dirigenti milanisti ordinandone l’acquisto. I suddetti,  oltre a notare in campo  la sua chioma bionda né apprezzano anche le qualità tecniche invocando il suo arrivo a Milanello.  Per Carobbi  la volontà iniziale sarebbe quella di rimanere a Firenze ma il diavolo oltre al blasone lo stuzzica per due motivi:  tentare di dare una svolta alla propria carriera e cercare di vincere davvero tutto con una squadra stellare. La dea bendata però non è dalla sua parte. Per lui due stagioni da comprimario dettate da un infortunio ma anche da un carattere fragile e discontinuo. Alla fine saranno solamente 23  le presenze accumulate di cui 11 nella massima serie, 10 in coppa Italia, 1 in Coppa Campioni e 1 in Supercoppa Europea. Zero le reti all’attivo in gare ufficiali,  due in quelle amichevoli, per la precisione a Cesena contro i bianconeri di casa. Il suo esordio con la maglia rossonera risale al 23 agosto 1989, in un Parma-Milan di coppa Italia terminata sullo zero a zero.
C’è però un episodio che non passa di certo inosservato alla dirigenza rossonera tanto da meritarsi gli applausi del presidente Berlusconi e la riconoscenza del dirigente Galliani che di lì a poco offrirà a Carobbi la possibilità di prolungare la sua avventura in rossonero. Mercoledì 20 febbraio 1991, siamo a Milano dove  si gioca il ritorno tra Milan – Bari (0-0) dopo che all’andata la gara era terminata 1-0 per i rossoneri (gol di Simone). Carobbi gioca titolare cercando un’ammonizione mai ottenuta. Sembrerebbe tutto normale, ma in verità il fallo da cartellino giallo fu commesso da uno dei compagni titolari (Tassotti)  in diffida e all’orizzonte del passaggio del turno c’era in programma la sfida con la Roma.  Carobbi  si diresse furbamente  verso l’arbitro per prendersi l’ammonizione in difesa del compagno che lui stesso avrebbe sostituito, ma con la consapevolezza che se avesse giocato lui; il Milan avrebbe avuto più chance di passare il turno. ll tentativo fu apprezzabile ma il difensore non riuscì nell’intento. Con la Roma, la volta seguente, giocò lui.  Mentalità vincente, appartenente a un uomo pacato e riservato che aveva acquisito in uno spogliatoio unito, quella personalità e quell’atteggiamento giusto per ambire a grandi traguardi.  Come spesso succedeva l’ultimo arrivato era vittima degli scherzi dei compagni  in particolar modo di Ancelotti e Galli, ma Stefano ben presto si guadagnò il rispetto.

 Berlusconi per tenere alta la concentrazione e il morale mise in paio anche un orologio di valore. Il giocatore con meno presenze se lo sarebbe aggiudicato. Alla fine a giocarsela furono lui e Massimo Agostini con quest’ultimo che prevalse al fotofinish.  Domenica 5 maggio 1991, si gioca Juventus-Milan, terminata tre a zero per i rossoneri. E’ un’altra data che entrerà nella memoria di Carobbi. Galliani avvicina il difensore facendoli sapere la voglia da parte del club di trattenerlo. Nonostante gli elogi del dirigente milanista e le offerte pervenute da Parma e Sampdoria, il difensore ha 27 anni chiede di giocare rimpiangendo Firenze dove vorrebbe far rientro. Il Milan lo accontenta e Carobbi  veste nuovamente il viola della Fiorentina chiudendo la sua parentesi nel 1993 con una stagione amarissima conclusasi con la retrocessione nonostante giocasse con calciatori del calibro di Batistuta, Baiano, Effenberg e Laudrup. Una delle  12 sconfitte più dure da digerire subite in quella stagione risale alla quinta giornata, quando il Milan s’impose a Firenze per 7-3. Proprio Carobbi fu autore di una partita disastrosa. Nella gara di ritorno giocata a Milano, l’ex rossonero, nonostante la sconfitta subita (2-0) ricevette da Berlusconi una chiamata d’apprezzamento per la persona che era stata sotto la gestione Milan e per l’uomo che mostrava di essere. Dopo l’esperienza di Firenze, un anno a Lecce. Altra stagione disastrosa culminata con una retrocessione sancita fin dalle battute iniziali, convissuta con l’ex compagno milanista Rufo Emiliano Verga e con l’ex prodotto delle giovanili rossonere Paolo Baldieri. Da ricordare la gara di Milano, dove il Lecce ultimo in classifica, bloccò il Milan (0-0) super stellato grazie alle parate di uno strepitoso Giuseppe Gatta. Dopo 240 presenze in serie A e 5 reti, 7 presenze ed 1 gol con la nazionale italiana Under 21, Carobbi decide di chiudere la sua esperienza calcistica in Toscana, a Poggibonsi. Potremo dire che il suo percorso calcistico è stato contrassegnato dalla presenza nelle proprie file di un altro Stefano, alias Salvatori, che  con lui ha vissuto le esperienze di Milan e  Fiorentina.

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