Amarcord Cagliari vs Milan

A dispetto dei precedenti che ci vedono come STRAfavoriti ogni volta che si vola in Sardegna, Cagliari–Milan non rappresenta una “passeggiata” calcistica ma una sfida delicata da trattare con lo stesso riguardo di una fragile cassa di cristalli (non a caso) di Boemia. Si gioca al Sant’Elia dove nessuno viene accolto con l’inchino. Nell’ultimo ventennio, la sfida è stata sempre equilibrata anche se il Milan è riuscito spesso ad imporsi tra i tanti pareggi e l’unica, rocambolesca sconfitta del 1998. Per le due squadre, il cibo sul piatto di questa storica sfida, serve a sfamare due diversi obiettivi. I rossoneri sono spesso giunti in Sardegna per vincere e continuare a sognare il tricolore (velo tristemente pietoso sulle ultime tre stagioni), mentre non di rado, al Cagliari sarebbe bastato un punticino, fondamentale per spuntarla nella lotta salvezza. Ma rendiamo onore a questa rubrica che prevede “viaggi” nei ricordi. E’ un bel salto nel tempo di oltre vent’anni. Il campionato in questione è quello del 1991-92, caratterizzato, da un bel duello tra Milan e Juventus. Siamo alla seconda giornata del girone di ritorno e i diavoli conservano un piccolo vantaggio in classifica sui bianconeri. I ragazzi, allora allenati da Fabio Capello (nella sua stagione di esordio come allenatore ufficiale del Milan), arrivano nel capoluogo sardo senza avere perso nemmeno una partita e tutti (tifosi della vecchia signora in primis) incrociano le dita auspicando il tonfo della capolista “che prima o poi deve pur arrivare”. E’ il Cagliari di Francescoli e Matteoli ed è lecito un po’ di timore. Come se la pressione fosse poca, inoltre, il turno successivo prevede proprio lo scontro diretto Milan-Juve e i rossoneri non possono permettersi passi falsi. Ultimo tocco di “peperoncino” sono gli incidenti (tra cui un’auto della Fininvest incendiata) e la squalifica inferta a Carletto Mazzone che potrà dirigere le mosse dei rossoblù solamente dagli spalti attrezzato con un kit da “spionaggio” per farla in barba al giudice sportivo . Un minestrone che bolle e ribolle insomma è lo stadio Sant’Elia durante l’attesa. Quel giorno, io, calciatore di terza categoria, mi trovo convocato a Borgo Tossignano per la prima partita dopo la pausa invernale. Essendo allora solamente un ragazzo dell’under18, il mio reclutamento seppur dovuto a incidenti sciistici o stati febbrili di qualche elemento della prima squadra è comunque motivo di orgoglio e per questo mi metto a disposizione dell’allora mister Zanetti. Le pay tv non hanno ancora “infettato” il calcio di quegli anni e non vi è NESSUN modo per seguire le immagini in diretta delle partite; per questo il panorama attorno al campo e sulle tribune è il seguente: gruppi di ragazzini in tuta con un pallone semiscuoiato in mano, coppia con lei freddolosa e annoiata e lui con una radiolina trapiantata all’orecchio destro, pensionati appoggiati alla rete pronti ad insultare l’arbitro e gruppetti di fidanzate semicongelate che vengono sotto minaccia dei morosi, costrette ad incitarli dagli spalti. L’uomo con la radiolina è quello indispensabile per me, penso, accomodandomi in panchina. Neanche il tempo di cominciare e si sente un boato a due terzi. Il boato a due terzi è tremendo perchè se segnano Juve, Inter o Milan c’è la normale esultanza, ma a due terzi è chiaro che due tifoserie esultano insieme ad un gol subito dall’altra rivale che, sfortuna delle sfortune, in questo caso risulta proprio essere il “mio” Milan. Rete di Bisoli… orrore e dannazione!!! Appena tre minuti e già sotto di un gol. Neanche il tempo di metabolizzare e segna anche la Juve con un rigore di Roberto Baggio: inizio pessimo!!! Cerco di concentrarmi sulla partita il cui referto mi comprende ma lo sfolgorare dei radiocronisti, le scariche delle perdite di segnale, i commenti che elogiano un grande Cagliari per tutti i primi 45 minuti, sono l’unica cosa che ogni mio senso riesce ad assorbire e tutto ciò bastona il mio morale sotto i tacchi… anzi, i tacchetti. Dopo i consigli tecnici dell’allenatore del Borgo Tossignano, mi ritrovo ancora in panchina ad origliare di “rapina” dalle varie radioline; si narra di un secondo rigore trasformato da Baggio che in pratica ha già chiuso la partita tra i bianconeri e il Foggia. Poi, finalmente un raggio di musica accarezza le mie orecchie: Goool del Milan. 1 a 1 dopo una decina di minuti. Non capisco bene il nome del mio eroe (che scoprirò poi essere Van Basten) anche perchè il radiocronista vaneggia, convinto di aver visto un’autorete. Ora la situazione è decisamente migliore e quando il mister mi invita a scaldarmi bene, sono di molto alleggerito. Durante lo stretching riesco ad ottenere l’ultimo aggiornamento che non contiene novità: sempre 1 a 1. In campo non ricordo proprio la mia prestazione o quella del Borgo e non sono nemmeno sicuro di ricordare il risultato finale. Quel che non scorderò mai è, dopo il fischio finale, l’uomo addetto alla cura del campo, che alla mia domanda “Quanto ha fatto il Milan ?” mi risponde: “Van Basten l’ha fat tri gol” in dialetto -Van Basten ha fatto tre gol-. Piano piano raccolgo testimonianze dei radiomuniti. 4 a 1 per i rossoneri con la “ciliegina” di Massaro. Che spettacolare, inattesa scorpacciata! Riesco anche ad ottenere la descrizione di un paio di marcature. Il Milan è ancora imbattuto (lo resterà per tutto il campionato) anche se ora incombe la Juve. Ritorniamo al presente (grigio risveglio), dove, ahinoi, le zebre sono lontane anni luce anche se dopo Cagliari ci sarà ancora praticamente un’intera stagione da disputare. L’obbligo è quello di fare il massimo per tentare la rincorsa al terzo posto perchè abbiamo tanta voglia di riapparire nelle pagine di quel “romanzo” europeo nel quale figuriamo tra gli indiscussi protagonisti da sempre. Inzaghi non mi ha ancora convinto del tutto ma il passo della squadra è quello che speravamo tutti e i risultati mettono a tacere anche le mie diffidenze. Ci apprestiamo ad attraversare Zemanlandia, una terra strana e indecifrabile nella quale sembra possibile tutto e il suo contrario e dove ci si diverte, talvolta, quando non ci si lasciano le penne. Non ci resta che giocare!

Precedenti recenti:
1990-1991 Cagliari – Milan 1-1 Maldini (M) , Matteoli (C)
1991-1992 Cagliari – Milan 1-4 Bisoli (C)
1992-1993 Cagliari – Milan 1-1 Francescoli (C) , Massaro (M) rig
1993-1994 Cagliari – Milan 0-0
1994-1995 Cagliari – Milan 1-1 Gullit (M) , Dely Valdes (C)
1995-1996 Cagliari – Milan 1-2 aut.Napoli (C) , Villa (C) , aut.Oliveira (C)
1996-1997 Cagliari – Milan 1-1 Tovalieri (C) , Dugarry (M)
1998-1999 Cagliari – Milan 1-0 De Patre
1999-2000 Cagliari – Milan 0-0
2004-2005 Cagliari – Milan 0-1 Pirlo
2005-2006 Cagliari – Milan 0-2 Shevchenko , Gilardino
2006-2007 Cagliari – Milan 2-2 Gilardino (M) , Suazo (C) rig. , Capone (C) , Borriello (M)
2007-2008 Cagliari – Milan 1-2 Acquafresca (C) , Gilardino (M) , Pirlo (M)
2008-2009 Cagliari – Milan 0-0
2009-2010 Cagliari – Milan 2-3 Borriello (M) , Ragatzu (C) ,Huntelaar (M) , Matri (C) , aut.Astori (C)
2010-2011 Cagliari – Milan 0-1 Strasser
2011-2012 Cagliari – Milan 0-2 aut. Pisano (C), Ibrahimovic (M)
2012-2013 Cagliari – Milan 1-1 Ibarbo (C), Balotelli (M) rig.
2013-2014 Cagliari – Milan 1-2 Sau (C), Balotelli (M), Pazzini (M)

Enrico Bonifazi
(Foto di Zimbio.com)

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